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MATERIA

Quale natura ti abita? Un viaggio intorno ai 4 Elementi

Pensa all'ultima volta in cui hai messo una mano nell'acqua di un fiume, o hai camminato a piedi nudi sull'erba, o sei rimasta a guardare il fuoco di un camino senza pensare a niente, e magari hai sentito che qualcosa dentro di te si sistemava, si calmava, tornava al suo posto. Succede anche con il vento in faccia sulla spiaggia d'inverno, con l'odore della terra dopo la pioggia, e quella sensazione di familiarità ha una ragione molto semplice: siamo parte della stessa natura che ci circonda, fatti della stessa materia e attraversati dalle stesse forze, e quando la incontriamo fuori qualcosa dentro di noi la riconosce. La terra ci radica, l'acqua ci attraversa, il fuoco ci anima e l'aria ci apre la mente, e queste energie, prima ancora di diventare concetti, sono esperienze che il corpo conosce benissimo.

Dentro di noi convivono modi diversi di manifestarci nella materia, cioè di prendere forma e di stare al mondo con il corpo, con le emozioni, con le azioni e con i pensieri: c'è una parte di noi che cerca radici, una che vive in profondità quello che prova, una che desidera mettersi in movimento e una che ha bisogno di capire. Le tradizioni antiche lo sapevano bene, lo yoga e l'Ayurveda per esempio parla dei grandi elementi che compongono il corpo e tutto ciò che esiste; in astrologia queste stesse energie prendono forma attraverso i quattro elementi, Terra, Acqua, Fuoco e Aria, a cui appartengono i dodici segni dello zodiaco.

La Terra è radicarsi, il rapporto con il corpo, con la materia e con la stabilità, e la capacità di dare forma alle proprie idee; l'Acqua è sentire, il mondo emotivo, la sensibilità, l'intuizione e il modo in cui entriamo in relazione con ciò che viviamo; il Fuoco è esprimersi, il desiderio, la vitalità, la creatività e il coraggio di portare la propria energia nel mondo; l'Aria è comprendere, il pensiero, la comunicazione, la curiosità e il modo in cui interpretiamo quello che ci succede.

Nel tema natale queste energie non sono mai distribuite in modo uguale, alcune sono più presenti e spontanee, le esprimiamo senza nemmeno accorgercene, e altre invece sono poco rappresentate, a volte assenti, e chiedono un lavoro interiore per essere riconosciute e coltivate. Quando lo scopri la prima reazione è magari un piccolo spavento, mi manca l'Acqua quindi non sento niente?, perché è normale leggere una mancanza come un difetto! Quell'energia però, anche se nel tema sembra assente, la incontriamo comunque nella vita, perché la natura di cui siamo fatti è ovunque, e la ritroviamo nelle persone che scegliamo accanto in cui riconosciamo in loro quella qualità che ci manca, nei luoghi dove ci sentiamo bene, nelle situazioni che ci mettono alla prova, etc. Riconoscerla è un modo per capire come ci muoviamo nel mondo e quali risorse possiamo coltivare, con consapevolezza e volontà, per crescere.

Se nel tuo tema manca l'Acqua, Terra, Fuoco e Aria ti sostengono nel fare, nell'agire e nel comprendere, e magari sei la persona lucida a cui gli altri si rivolgono quando c'è da trovare una soluzione, solo che le emozioni a volte restano lì sotto, difficili da decifrare. Dare spazio a quello che senti e ascoltare la tua sensibilità può diventare un percorso di scoperta. Magari il bisogno un bagno caldo o di una nuotata al mare, può aiutarti più di quanto pensi (sì, davvero!). Riesci a fermarti e ascoltare ciò che senti, anche quando le emozioni sono difficili da decifrare?

Se manca il Fuoco, Terra, Acqua e Aria ti aiutano a costruire, sentire e riflettere, e infatti avrai sempre tante idee per testa, solo che quando arriva il momento di sceglierne una e buttarti qualcosa si spegne, e aspetti la conferma di qualcuno, il momento giusto, magariun segnale esterno. Coltivare il desiderio, l'iniziativa e la fiducia nella tua energia può aprirti nuove possibilità. Il fuoco lo ritrovi prima di tutto nel corpo, nel movimento che ti scalda, nel sole sulla pelle, nelle cose che ti accendono anche solo per un pomeriggio. Quando arriva il momento di scegliere ciò che desideri e buttarti, riesci a seguire il tuo slancio?

Se manca la Terra, Fuoco, Acqua e Aria portano slancio, sensibilità e immaginazione, e l'entusiasmo per iniziare non ti manca affatto, ma potresti incontrare difficoltà nel coltivare le cose nel tempo: inizi un corso con tutta l'energia del mondo e dopo tre settimane non ci vai più, apri un quaderno nuovo per ogni progetto, e ti senti spesso un po' sospesa, come se il corpo fosse qualcosa che ti porti dietro. Dare struttura alle intuizioni e continuità ai progetti può diventare un'importante direzione evolutiva, e la terra si coltiva proprio con la materia, con le mani nel vaso di una pianta, con i piedi nudi sul pavimento, con i gesti piccoli e ripetuti ogni giorno, anche quelli un po' noiosi! Riesci a dare stabilità alle tue idee e a coltivarle nel tempo?

Se manca l'Aria, Terra, Acqua e Fuoco ti connettono alla concretezza, alle emozioni e all'azione, e vivi le cose con il corpo e con il cuore, in modo pieno, solo che a volte resti così dentro la tua esperienza da non riuscire a guardarla da fuori, fai fatica a spiegare agli altri cosa senti o ad incontrare punti di vista differenti dai tuoi. Lasciare spazio alla curiosità e osservare le situazioni da angolazioni diverse può arricchire il tuo percorso, e anche qui forse si parte dalla materia più semplice, dal respiro, dall'aria che entra ed esce, da una camminata all'aperto senza meta in cui i pensieri hanno lo spazio per muoversi. Quanto spazio lasci al dialogo e a nuovi modi di guardare le cose?

Gli elementi ci ricordano che la conoscenza di sé passa anche dal corpo e dalla materia, da quello che tocchiamo, respiriamo e sentiamo sulla pelle, e che la natura intorno a noi è uno specchio sempre a disposizione per capire cosa ci nutre e di cosa abbiamo più bisogno. Nel Tema Evolutivo guardiamo anche questo equilibrio, per scoprire insieme come integrare queste energie e imparare ad abitarle. Dentro di te esiste una natura che aspetta di essere riconosciuta, e io credo che riconoscerla, con le sue parti spontanee e con quelle che fanno più fatica a venire fuori, sia già una pratica di libertà.


Valeria V.

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